mercoledì 13 febbraio 2013

Oggi e' il giorno tanto atteso

Dopo due anni "a bottega" presso i due piu' leggendari norcini casalinghi del circondario, sono pronto. 

12,5 Kg di carne, lardo e cotenne suine fresche di macello attendono in frigo. 

Tre differenti miscele di spezie ("classica", "special" ed "exotic"), elaborate ieri fino a sera tarda, stanno li' allineate, assieme al vino infuso con una strabiliante quantita' d'aglio, ed al cumino che mi piacerebbe usare pero' vedro'...

I budelli lavati e in ammollo sotto aceto (di pere, autoprodotto), con aglio e aromatiche.

Che rimane?

La macchina macina-carne nuova di trinca da lavare, con gli imbuti per insaccare adattati (si spera) ammodino. Due Kg di sale da comprare. La tavola da allestire ed infine i sette gatti da mandare al confino per tutto il pomeriggio.

Obiettivo: 10 salami da 600 g, 5 musetti (o cotechini per i non-friulani) e 3 Kg di salsiccia. Si comincia alle 14:30, con l'arrivo della zia e di Master Roby che viene a controllare che non si facciano cazzate.

Chissa' forse tra cinquant'anni, se esistera' ancora una razza umana,  si ricordera' questo come il giorno della genesi di un grande prodotto locale: il Salame Lurido della Bassa Friulana a presidio Rotten Food. AHAHAHAH, cazzo!

Colonna sonora per le lavorazioni? Direi i Gorgoroth.

In piu', dato che si dovra' assaggiare gl'impasti e che saranno belli speziati, innaffierei il meriggio di sontuosa Gorgeous Trudy West Coast-style IPA.

Forse seguira' report fotografico.

giovedì 17 gennaio 2013

Scelte

Stavo pensando. Sono andato a vivere in campagna. Molti invece sono andati a vivere su feisbuk.

Eh, sono scelte.

sabato 15 settembre 2012

Spiritualita'



giovedì 13 settembre 2012

BCS! (ovvero: birra, cazzo, subito!)

L'altroieri c'erano 30°C, poi ieri tempesta con pioggia pesa e vento davvero pesante. Ho temuto per il peggio, invece a parte un piccolo allagamento nel seminterrato e' andata bene. 

L'ultima volta ho dovuto rimboccare le maniche - una domenica alle otto di sera - e uscire con la motosega per fare a tocchi una betulla che era caduta finendo in strada, fortunatamente senza far danni. Lezione da imparare: se hai un albero morto, non aspettare troppo prima di tirarlo giu'.

Comunque anche oggi piove, la temperatura e' crollata a 15°C e nei prossimi giorni le temperature previste sono autunnali, per cui ho deciso hic et nunc che domani ricomincio a fare birra, dato che le scorte sono quasi esaurite.

Una bel 45 l di Fabyola Blond con dry-hopping di default (ottava versione) e' quello che ci vuole, dopo un'estate passata a tazzare le due Sid Micious di contenuto alcoolico elevato. Per cui oggi preparo lo starter e macino il malto e domattina alle 9 saro' ai fornelli.

Seguite la cotta su tuitter! (col cazzo)

Quest'annata birraria (s'intende la stagione produttiva dall'autunno fino a fine maggio), sono riuscito a sforare i 4 hl, ma il capo ha deciso che non bastano. Ragion per cui, ha deliberato l'acquisto di ulteriori due fermentatori da 28 l in HDPE, che consentiranno di mandare avanti due cotte in parallelo (da 45 l splittate in due, obviously).

Va da se' che questo comporta un'aumento potenziale della produzione tale da renderci davvero indipendenti: quest'estate infatti, in concomitanza di visite di amici alcoolizzati, sono dovuto ricorrere all'acquisto di qualche cassa. Ovviamente al meglio del rapporto Q/P: kellerbier tedesca!

Comunque il programma della prossima stagione e' assai ricco. Tende a riconfermare le birre oramai consolidate come Fabyola Blond (belgian blond), Cutie Trudie (american pale ale), Gorgeous Trudy (american India pale ale), Sid Micious (belgian strong golden ale), India Red Ale (american amber ale), Fripp the Hutt (iNperial porter).

Nel contempo si vuole introdurre qualche novita', giusto per non annoiarci. 

La Sid Micious verra' prodotta nella versione base con lievito WY #1388, come da espresso desiderio del capo, ma sostituendo il Tettnanger con il Saaz; un'altra versione prevede la sua trasmutazione in "belgian abbey/tripel" attraverso l'utilizzo di lievito specifico e l'aggiunta di un 7% di zucchero ed un'uleriore versione, partendo dalla base, tendera' a farla assomigliare a questa, che tanto ci piacque cinque anni or sono, bevuta in loco. Onore e gloria imperituri a Vinnie, porca troia...

Dopodiche'. A seguito dell'ottimo risultato del mio primo test di birrificazione con l'aggiunta di (poco) zucchero - unica soluzione che ho per ottenere alte OG, con la geometria del tino filtro che mi ritrovo - ovvero la Sid Micious Hopjuice di 8,6% ABV, vuoi non fare una bella double IPA? Certo che si fa! Ed ecco in carnet la Imperial Trudy: in linea di massima, una paccata di Maris Otter, una sbroffata di zucchero, un accenno di malto caramello ed una cariola di luppolo tra Columbus, Cascade, Chinook e Simcoe (85 IBU, pensavo).

E non e' finita: per la serie "riserva", inaugurata l'anno passato con la "Brovade da bevi" (sour flemish ale) che da quasi un anno marcisce riposa in cantina in attesa dell'acidita' ottimale per finire in bottiglia, quest'anno e' prevista una tipologia di scarsa diffusione, una old ale (nome: Old Trudy), in ossequio alla vecchia Gale's Prize Old Ale

Sono birre, queste ultime, che richiedono una certa programmazione, oltre che una lunga maturazione: la ricetta della old ale, dopo averne colto gli aspetti fondamentali grazie al testo di Ray Daniels, ha visto una gestazione di un anno, durante la quale e' cambiata infinite volte. Qualche mese fa e' giunta alla sua forma finale. Forse. Il brett si' o no? (secondo me: si'!)

Insomma, questa stagione fredda si preannuncia invero bollente e profumata di mosto e di luppolo!

giovedì 17 maggio 2012

"Brewed in Hell"

Innanzitutto ringrazio gli amici per gli auguri di compleanno. Qui abbiamo fatto una festa fantastica, indimenticabile, una vera bicchierata furlana iniziata alle 17 e conclusasi verso mezzanotte, durante la quale abbiamo incenerito un numero vergognoso di bottiglie di ottimo vino casereccio.

***
Birrificare nella tempesta.
 
Ho questo libro, "Extreme Brewing" del maestro Sam Calagione, dove si spiega come bombare le proprie birre per renderle estreme, insolite. Alte gravita', palate di luppolo, legno, frutta, spezie, ecc. Quello che pero' non spiega e' la birrificazione in situazioni estreme - chesso' - appesi in parete, in barca a vela in mezzo al Pacifico, sott'acqua (in apnea), sulla luna. Cose cosi'.

Ieri avevo in programma di brassare la "Sid Micious Hopjuice", una bomba di luppolo ibrida Belgo-American partendo dalla base della mia Duvel-style, la Sid Micious appunto, al fondo della quale viene concatenata. 8,4% di alcool, colore dorato carico, 9 g di luppolo per litro quasi tutto tra fine bollitura e dry-hopping e lo splendido lievito Wyeast #1388 che amo alla follia. (nota: non pubblico la ricetta perche' mai provata prima) 

La sera prima sono bello carico, dopo 12 Kg di malto macinati a mano col Marga come sempre, e pronto allo sforzo bellico.

La mattina dopo mi sveglio e, come il gatto che in una stanza vuota con una sedia al centro sbocchera' sulla sedia, ecco la tempesta...

Beh - mi dico - poco male: nel garage sono al coperto, stasera non devo innaffiare l'orto e non rimpiangero' di aver sottratto tempo al lavoro all'aperto. Senonche', allestita la postazione, capisco che saranno cazzi.

Comincio l'approvvigionamento di acqua dalla fontana sotto il diluvio, bardato di cerata e cappellaccio, accompagnando l'atto con una sinfonia di bestemmie mai udite prima da orecchio umano. Il vento tira da paura e da nord, proprio in bocca alla porta del garage, dove i fornelli faticano a restare accesi.

Allora improvviso una barriera con una lastra di lamierino incastonata tra la cariola e un par di mattoni di cemento. Gia' meglio: la fiamma si lamenta ma regge.

Il vento continua a soffiare forte e la pioggia arriva quasi sulla soglia del garage, ma io resisto indomito dalle 9 (accensione fuoco) alle 12, quando sto terminando la filtrazione. Penso al libro "Extreme Brewing" e mi vien da ghignare; tra una madonna e l'altra trovo anche il tempo di stendere una lavatrice. 

Il termometro segna 11°C. Schiaffo nel mangianastri i Sex Pistols per tenermi allegro. In fin dei conti sto brassando una Sid Micious ed io sono molto attento a questi gesti propiziatori, quando faccio birra.

Verso mezzodi' il vento finalmente si placa e intorno alle 14 smette anche di piovere. Arriva la zia, raffreddo il mosto e lei mi aiuta a travasare nei fermentatori: e' il suo autorevole quanto indispensabile imprimatur, solo lei sa splashare cosi'...

Toale: 40,5 litri @ 1074 SG (previsti 40 litri @ 1075 SG) al netto di fondazza e hop-bags, cioe' nel fermentatore. Target hit! Dopo due ore il 1388 gia' scalpitava, incazzato come un diavolo.

"Brewed in Hell".

Oggi e' una bellissima giornata, sebbene un po' freschina. Il Kilimangiaro e' innevato fin quasi alla base. 

Vado ad imbottigliare 42 litri di Sid Micious. Ciao!

martedì 8 maggio 2012

"... avrebbe compiuto 40 anni il giorno dopo."

Gli amici mi sollecitano insistentemente nuovi post: bene, eccovi un bel pippone! :)

Stamattina tornavo dalla spesa, percorrendo in bicicletta lo stradone che dal paese porta alla frazione dove viviamo, quando da una traversa a dx, peraltro stretta, con doppia curva e passaggio a livello, vedo arrivare a gran velocita' un furgoncino bianco.

La strada da cui giunge ha l'obbligo di precedenza, ma arrivato a pelo dell'incrocio sento che qualcosa non va e rallento ulteriormente fino quasi a fermarmi. Mi sono addestrato per tredici anni a Milano, girando esclusivamente in bicicletta, il che equivale a fare di me un berretto verde, un Navy SEAL della bici, grazie a 'sto cazzo...

Infatti, vedo il conducente rallentare appena, girarsi distrattamente e, non registrando l'arrivo di alcun autoveicolo, imboccare l'incrocio sgasando, mezzo metro davanti alla mia ruota. Al che ovviamente non ho mancato di tuonargli un "FOTTUTO ASSASSINO!" sparato dritto nelle orecchie a 200 dB.

Naturalmente il tizio voleva fermarsi per scusarsi, contrito; il fatto e' - vedete - che non mi ha proprio visto. In fondo e' una brava persona, un padre di famiglia, gran lavoratore, non beve non fuma e va in chiesa tutte le domeniche. In piu' non farebbe male ad una mosca.

Gli ho fatto cenno di andarsene come e' venuto, come il vento. 

Il mio primo pensiero e' stato che non avrei compito quarant'anni, domani, se l'istinto non m'avesse salvato il culo.

Pero' sono stanco. 

Sono stanco di vivere in una "nazione" dove nessuno e' mai responsabile per quello che fa, perche' le colpe dei singoli vengono annientate dalla complicita' di tutti. Lo vediamo in politica, ma non solo.

Nella fattispecie, essendo il tenere il culo grasso sulle fottute automobili e scorrazzarci nell'impunita' piu' totale priorita' massima di quasi tutti, passi l'inquinamento, ma si riesce ad ignorare una strage che produce oltre cinquemila morti all'anno piu' i feriti, derubricando i delitti stradali a "tragiche fatalita'".

Qui, a differenza di Smogville, non c'e' traffico per cui corrono tutti come pazzi. Cellulare d'ordinanza attaccato all'orecchio e via! La mammina che pastrugna il frugoletto (che amore! dio, c'e' niente di piu' bello?!?) sul sedile posteriore mentre attraversa il centro abitato. Le precedenze? Ce le ha chi se le prende. La segnaletica? Boh... degli addobbi forse. Controlli stradali? Ma quando mai! Si', per pigliare quei quattro sfigati che han tazzato al sabato sera e farne un esempio per tutti. Eccoli li' i mostri...

Dopodiche' ai lati delle strade si moltiplicano i mazzi di fiori. Io che viaggio in bici li vedo bene, in maghina si notano meno.

Era bravo, poveretto... Era una brava ragazza, appena laureata, 110 e lode... Vent'anni... Diciotto...

Tutti morti.

Buon quarantesimo compleanno, Harvey, e meno male che la Sliwowitz nella borsa della spesa non se la berra' il manto stradale.


mercoledì 7 dicembre 2011

Tu âs cjatât chel dal formadi!

Ops! Ieri era luglio e domani sara' natale... Tante cose, in questi mesi. Vediamo di riassumere un po'.

L'orto, nonostante il voluto approccio naïf, ovvero un po' alla cazzo e senza praticamente alcun trattamento, ha prodotto in abbondanza per tutta l'estate. Molto bene i peperoni, i peperoncini piccanti, i pomodori, le patate, le cipolle, i porri, l'aglio, lo scalogno, i ravanelli, le biete da costa, le aromatiche, le zucche e gli spinaci. 

Abbastanza bene i fagiolini, i piselli, le insalate e le zucchine. Un disastro i fagioli, le melanzane, i meloni, i cocomeri e il luppolo. Insomma, considerato tutto non ci si puo' lamentare. Anche perche' i maggiori problemi sono stati cagionati da malattie fungine, che teoricamente dovrei poter contrastare attraverso l'utilizzo di prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica, come lo zolfo bagnabile e il solfato di rame (e/o poltiglia bordolese). 

Difatti sono malattie come oidio e peronospora, assieme alle cimici, le principali cause di danneggiamento delle colture in cui mi sono imbattuto quest'anno. L'approccio di cui sopra e' stato voluto ed e' risultato utile per farsi un'idea precisa della situazione, evitando di partire in quarta spruzzando roba di qua e di la' senza criterio. Per alcune colture, poi, ho completamente sbagliato i tempi.

Mi soffermo in dettaglio sul luppolo, vera spina nel cuore, dati i costi d'acquisto della materia prima e l'uso importante in cui indugio, quando faccio birra. Partito alla grande, con notevole vigoria, in agosto e' stato colpito da peronospora sulle foglie e sulle infiorescenze di tutte le varieta' (Mittelfrüh, Hersbrucker, Magnum, Fuggle, Challenger, Columbus e Cascade), ma con intensita' differente. Molto male in questo le varieta' americane. Bene, l'anno prossimo mi premurero' con il solfato di rame, nello stesso modo in cui si procede con la vite.

L'estate in generale e' comunque trascorsa piacevolmente, in compagnia dei tanti amici che non mancano mai di farci visita.

Con l'arrivo dell'autunno, sono tornato a fare birra a manetta e per ora ho in consumo una harvest IPA, fatta con il poco luppolo coltivato che sono riuscito a salvare. Devo dire che, nonostante la fermentazione non proprio vivace e l'intensita' olfattiva inferiore alle aspettative, la birra si lascia bere piacevolmente.

Quasi terminata e' la rifermentazione in bottiglia (e fustino) della Fabyola Blond, della quale ho dry-hoppato pazzamente mezza cotta, i 20 litri da mescere alla festa di compleanno della mia amata 3/4. Infine, aspettando di schiaffare e dimenticare in cantina i 35 litri di "Brovade da bevi - La bire da muset", settimana prossima si va per una bella pale ale col Columbus. 

Fondamentale e' strutturare una produzione che copra totalmente il fabbisogno, dato che, se ti piace bere birra di un certo livello, o disponi di una situazione economica all'altezza oppure la birra te la devi fare da solo. Anche qui infatti, la gioia di trovare in un pub la birra "x" alla spina viene subito azzoppata dai 6 euro a pinta. 

Per non parlare del prodotto in bottiglia, che non ha nemmeno servizio, refrigerazione e, fondamentale, la possibilita' di contestare all'istante eventuali pecche. In un supermercato di qui, per dire, fa bella mostra una selezione di birre di qualita', alcune belghe e altre italiche. Se un classicone belga da comprare ad occhi chiusi ti viene via per un prezzo decente (5 neuri la 75 cl, diciamo), sei differenti birre  artigianali italiane, di due noti microbirrifici, tutte tra i 12 e i 16 plato, rivaleggiano in costo col Ramandolo, due scaffali piu' in la'.

Ora, in tutta sincerita' pure un fanatico della birra come me, ma con un briciolo d'amor proprio, non avra' dubbi: scelgo il Ramandolo constatando che con una boccia in due ci tiri la serata, colla birra ci tiri quanto? Un quarto d'ora? 

E quando leggi negli e-commerce dei birrifici, in calce ad una lista di bottiglie da  10 euro l'una, l'invito a "bere responsabilmente"? Dai, troppo ridere!

Ma veniamo ad una bella novita' che da tempo giaceva nel mondo delle idee ed e' finalmente divenuta realta': il formaggio fatto in casa! Ingredienti: un distributore di latte crudo che il venerdi' fa meta' prezzo, un giovane e grande casaro prodigo di consigli e, tutto sommato, pochissimo sbattimento.

Una bella collezione di immagini, dopo tante parole.

4 litri di latte in pentola

Riscaldamento a 37°C

Aggiunta del caglio e dell'innesto

Raccolta nella fascella della cagliata rotta in tocchi

Stufatura e scolatura del siero

A sx, la forma da stagionare. A dx, quella stagionata 30 gg

Assaggio

Accompagnamento con un'ottima Dulle Trudy!

Naturalmente, il primo esemplare fa abbastanza cagare: pur di buon sapore, ha consistenza dura, quasi gessosa e la superfice crepata e' indice che qualcosa non e' stata fatta a dovere. E qui il buon  casaro mi ha subito indicato come effettuare a regola d'arte il lattoinnesto.

Ora abbiamo una formaggella quasi a puntino e una appena fatta. Pian piano ci faremo le ossa, anche se come succede per gli homebrewer in erba avremmo voglia di fare cose incredibili gia' da subito. Le mozzarelle, gli erborinati... Ma cazzo, ci vuole pazienza, studio e pratica!

Intanto oggi Fabiola dovrebbe venire a casa con un tot di pancetta di maiale appena macellata  e sale per fare la pancetta  steccata. Zio V, sei pronto alla sfida della pancetta steccata a colazione? :)

Adesso vi saluto, che ci ho da fare...

domenica 3 luglio 2011

Tazzuya

"E' una giornata intera che stiamo bevendo".
"Si', e' vero".

La scorsa settimana lo zio V e' finalmente tornato a trovarci e, nonostante il viaggio in treno, e' giunto carico di birre che difficilmente avrei potuto assaggiare qui in terra di frontiera. Cosa per cui gli sono immensamente grato. Si trattava di una carrellata delle creazioni del birrificio Extraomnes (Blond, Zest, Saison, Bruin e Tripel), di cui tanti dicono gran bene. E devo dire che le aspettative non sono state tradite: grandi birre, veramente fatte bene e di gran carattere. Le mie preferite: la Blond e la Tripel.

Inoltre, una Madamin del birrificio Loverbeer, che pero' non mi ha proprio conquistato: era acida. :) No, vabbe', magari avra' patito il viaggio, ma in generale se dovessi scegliere tra una Rodenbach Grand Cru e questa, sceglierei la prima senza dubbio. E' una questione di eleganza, pulizia e bilanciamento di gusti, oltre che del fatto che la Rodenbach mi dicono costi un filino meno. ;)  

In quanto alle nostre birre, noialtri birrificatori casalinghi abbiamo esibito: Nello's Stout in fustino, Cutie Trudie Simcoe (summer ale), Fabyola Blond V (Styrian Goldings) e VI (Nelson Sauvin in sordina+Hersbrucker come se non ci fosse un domani), Fripp the Hutt INperial Porter (powered by Amarillo), Sid Micious (clone Duvelbelgian strong golden ale), Dulle Trudy (belgian strong ale, umile quanto indegno omaggio al grande Kris Herteleer), sidro di pere (very wild) e mead 2010.

Stout bomb!

Il fustino di stout, che ci ha accompagnato per due giorni, l'ho trovato in questo stato in cantina. La fermentazione operata dal Wyeast Irish Ale #1084, dopo essersi bloccata un pelo troppo presto, ha ripreso nel fusto, producendo una pressione tale da deformarne il fondo. Trasportarlo dalla cantina alla fontana e' stato da brivido: gia' mi vedevo crivellato da pezzi di latta, in un lago di stout e sangue. Ah, le gioie dell'homebrewing!

Spillatura della stout

Comunque, dopo una doverosa sgasatura e con un po' di pazienza, siamo riusciti a spillare meglio di quanto temessi e alla fine la birra era decente.



Comunque, a parte questa piccola parentesi di folklore birrario, credo che lo zio V abbia potuto apprezzare gli sforzi brassicoli del sottoscritto, come pure la grigliata di pollo e salsiccia che abbiamo allestito domenica.

Pollo e pulenda sulla griglia

Salsiccia guarnita d'aromatiche

In particolare, la salsiccia e' stata giustamente bombata con le aromatiche che amorevolmente coltivo. Nella fattispecie, ci ho ficcato rosmarino, salvia, aneto, menta, melissa e alloro. Ma, porcatroia, ho dimenticato la santoreggia. Peccato.

In quanto al titolo del post, e' il parto del brainstorming di cazzate, fisiologicamente conseguente all'abuso d'alcole: e' Tazzuya, l'eroe giappo che tazza e basta.

Grazie di tutto, zio V. Ti aspettiamo ad agosto!

giovedì 2 giugno 2011

La dura vita del neo-contadino non e' priva di soddisfazioni

Era da un po' che non scrivevo nulla, ma dopo la visita dell'amico Bruto e i conseguenti tre giorni in stile "weekend della salute", trovo finalmente l'ispirazione ed il tempo per raccontare come va.

Il fatto e' che in tutta franchezza lo stare col computer davanti mi provoca un po' d'insofferenza, mentre le foto che scatto ai miei prodigi ortofrutticoli dopo un giorno sono gia' obsolete. Comunque, eccoci.

L'orto procede a ritmi paurosi: siamo ormai a giugno, quando tutto nasce e tutto cresce. Le patate, gia' rincalzate, fioriscono ch'e' una bellezza.

Patate

Mentre nelle varie aiuole, correggendo man mano gli errori e riseminando cio' che e' andato perduto, gli ortaggi prendono forma.

Aiuola con fragole, cipolle di Tropea, rucola, borragine e basilico

In questo periodo, di nostro, stiamo mangiando insalata, rucola, borragine, ravanelli e biete da costa in quantita'. Ma abbiamo in cantiere cetrioli, pomodori, peperoni e peperoncini, zucchini, melanzane, fagioli e fagiolini, biete rosse, lattughe, cicoria e catalogna. Piu' porri, aglio e scalogno.

Borragine e rucola

Praticamente gia' da ora, pur avendo tardato con la semina di diverse cose, posso evitare di comprare gran parte della verdura e tra poco pure della frutta. Questo da un lato e' un ulteriore pezzo del puzzle dell'autosufficienza, dall'altro ci permette di gustare dei prodotti che sono impareggiabilmente piu' buoni di quelli in commercio, oltre che piu' sani dato che non utilizziamo veleni o fertilizzanti di sintesi.

Incrociando le dita, per ora le avversita' parassitarie o patologiche si sono manifestate marginalmente e quasi mai in misura letale per le colture. Le limacce restano l'agente distruttivo di maggior impatto, ma le esche a base di fosfato ferrico, inerte per altre specie (mai metaldeide!), sembrano in grado di contenere il fenomeno. E l'aiuola delle aromatiche ringrazia.

Aiuola a spirale delle aromatiche

L'aiuola qui sopra e' per me fonte di gioia infinita. La foto, scattata la settimana scorsa, gia' non le rende giustizia. 

Basilico

Col basilico, che cresce anch'esso im maniera impressionante, abbiamo gia' fatto un ottimo pesto con cui abbiamo condito degli spaghetti di semola di grano duro che ho fatto io. Uno sballo.

Zucca

Davvero, non ci si crede ai ritmi di crescita delle piante in questa stagione: la zucca qui sopra si allunga di una spanna al giorno!

Ma se c'e' una pianta che in fatto di ritmi di crescita non teme rivali, questa e' il luppolo.

Luppolo

Nel ramo birrificazione, ho chiuso la stagione imbottigliando l'ultima birra il 24 maggio. Stagione che conta 11 cotte, per un totale di circa 300 litri prodotti, ed un livello qualitativo pienamente soddisfacente, nonche' una varieta' di stili tale da non annoiarsi affatto.

Posso quindi affermare di aver pienamente centrato l'obiettivo dell'autosufficienza birraria: buona birra in quantita' e varieta' soddisfacenti, ad un costo ridicolo (escludendo lo sbattimento, che per me e' un piacere, ovviamente). Niente male per uno che spendeva duecento sacchi in birra ogni mese!

Propositi per la prossima stagione: meno cotte da 25 litri, piu' cotte da 40 e limare ulteriormente i costi, vedi coltivazione del luppolo, che costa un'ira d'iddio... E, certamente, un paio di birre a fermentazione mista o spontanea.

Bella li'.

domenica 3 aprile 2011

Lavori di primavera

Era un po' che non scrivevo, ma d'altronde o scrivo cazzate sul web o faccio i miei lavori, non vi e' alternativa.

La primavera e' arrivata come un treno in corsa e tutti i lavori di avvio delle colture non mi lasciano molto tempo per fare altro, incluse le opere di sistemazione di tutto il casino che ho in giro, le recinzioni ed un altro miliardo d'altre robe. Ma in fondo lo sapevo e non mi cruccio piu' di tanto: quello che si puo' rimandare si fara' piu' avanti e stop.

Domani tuttavia mi sono preso la giornata per fare della birra. ;)

Dicevo della primavera: sembrerebbe una banalita', ma a differenza di Smogville, qui il cambio della stagione si vede davvero e persino si annusa e si tocca. E' davvero pazzesco ed esaltante osservare le piante che hai messo a dimora buttare gemme e fiori. Pure quelle che - con la delicatezza di un apprendista fabbro - ho estirpato dall'ombra del noce per porle in pieno sole.

Ciliegio in fiore

Ciliegio "Bigarreau moreau" con gemme


Gran parte del tempo lo passo nell'orto che sto allestendo ex novo in una striscia  di terreno a lato di Orto Rotondo, che l'amico L ha avuto la bonta' di lavorarmi con l'aratro ripuntatore attaccato al trattorino. Si', perche', per quanto io possa dirmi contrario alle lavorazioni invasive, ho dovuto convenire che almeno l'avvio dei lotti di coltura, dopo anni di compattamenti del terreno, non possa essere effettuato a mano. Del resto anche il Mollison stesso invita a non talebanizzarsi eccessivamente e ad adottare anche tecniche non proprio ortodosse quando queste servano da incipit a quelle piu' sane.

E cosi' sia. Dal prossimo autunno, col terreno bello sciolto, potro' cominciare con le lavorazioni gentili fatte con la forca e con le sovrapposizioni di compost.

Per ora nell'orto sto utilizzando una serie di tecniche di semina diverse per potermi poi rendere conto di quali siano piu' valide. L'aiuola qui sotto e' stata lavorata e poi pacciamata interamente con carta di giornale e macinato di sfalci di potature. Successivamente sono state aperte delle file dove ho seminato prezzemolo, ravanelli, cipolle, carote, cicoria da cespo e catalogna, lattuga e biete da costa. In testa ed in coda ho seminato del tagete, che controlla il proliferare di nematodi nocivi, funge da esca per le limacce e con il suo odore confonde gli insetti dannosi.

Aiuola pacciamata di ortaggi in consociazione

Quando spunteranno le piantine, provvedero' al loro diradamento ed alla chiusura della pacciamatura intorno ad esse.

L'aiuola sotto ospita le fragole, e la pacciamatura e' stata fatta con giornali e paglia. Successivamente allo scatto della foto, sono state messe a dimora piantine di cipolla e seminati rucola, borragine e basilico, intermezzati da altre cipolle.

Piantine di fragole

In fondo all'orto ho posto la piantagione di luppolo con sette varieta': Mittelfrüh, Hersbrucker, Magnum, Fuggle, Challenger, Columbus e Cascade. Gia' in cinque hanno cominciato a buttare i germogli. Presto dovro' pensare a tirar su i tralicci.

Luppoleto

Sull'altro lato ho seminato le patate. Trenta metri quadri dovrebbero bastare, ma vedremo.

Piantagione di patate

Orto Rotondo, di cui non ho piu' parlato, ci sta dando grandi soddisfazioni: lattuga alta 20 cm, radicchio verde e carnoso e spinaci novelli in quantita' che vanno ben oltre quello che fisicamente potremmo consumare. Niente male per un orto buttato li' alla cazzo durante l'autunno.

Savana di lattuga

Radicchio verde

Tutto questo e' per me fonte di doppia soddisfazione. A parte quella ovvia di mangiare quello che io stesso produco, anche il fatto di vedere lattughe e radicchi sui banchi a 5 euro al Kg mi fa (finalmente) sorridere. Gli spinaci, poi, erano anni che non ne mangiavo di crudi.

Ho anche posto a dimora delle piantine di piccoli frutti: lamponi, uva spina, ribes e mirtilli.

Uva spina e ribes

Lamponeto (area ex-Ortobio)

Dulcis in fundo, per unire estetica, utilita' e produzioni ortofrutticole, ho realizzato di fronte a casa un pergolato ed una aiuola a spirale per le piante aromatiche, che vado via via seminando e mettendo a dimora. Sul pergolato si arrampicheranno le viti da tavola, le zucche, i piselli ed i fagioli rampicanti, mentre la spirale ospitera' rosmarino, salvia, dragoncello, aneto, timo, coriandolo, erba cipollina, camomilla, prezzemolo, melissa, tagete e menta piperita.

Pergolato con viti da tavola

Spirale delle aromatiche

Bene, questo e' piu' o meno quanto ha combinato lo zio Harvey in questo periodo di silenzio, anche se la situazione si evolve di continuo e si e' gia' evoluta nel periodo dallo scatto di queste immagini alla stesura di questo post.

Ora vi saluto e vado a seminare i pomodori.