domenica 5 luglio 2009

Revolution!

Ho 37 anni, sono felicemente sposato e ho un buon lavoro ed una casa. Una situazione di certo agiata rispetto a molti. Certo, potrei seguire l'onda e permettermi quello che tanti vogliono o vorrebbero: l'irrinunciabile automobile, un TV piatto, weekend al mare o in montagna, vacanze esotiche, vestiti, scarpe, tutta quella roba li'. E' facile, basta fare una bella carta di credito e via, a fare quello che e' il dovere di un buon telespettatore, automobilista, consumatore: far girare l'economia!

Invece no. Sono malato, ho un gran brutto difetto: non ignoro "quel tarlo mai sincero che chiamano pensiero", come diceva Guccini.

Avevo cominciato bene e invece ad un certo punto sono impazzito. 12 anni or sono ho buttato via l'automobile ed ho cominciato a muovermi con la bicicletta ed i mezzi pubblici, poi e' toccato alla TV. Le mie vacanze erano in tenda e motocicletta, usata esclusivamente per il tempo libero e distanze rilevanti. Poi e' sparita anche quella, solo trasporto pubblico o auto a noleggio. Ho gradualmente capito che per vivere bene non e' necessario sprecare, anzi una soluzione di minor spreco e' spesso frutto di maggiore soddisfazione e quindi di maggiore benessere.

Folgorato da qualche filosofia ecologico-noglobbal-bolscevica? No, semplicemente, come nel film Matrix, sapevo che qualcosa non quadrava. Ho capito che le cazzate che dobbiamo comprare per far girare l'economia servono solo a riempire a dismisura le tasche di pochi, a schiavizzare molti, a rendere l'ambiente che ci circonda una merda e a rincoglionire noialtri.
Ed e' chiaramente un sistema che non ha futuro, come e' brillantemente spiegato qui:







E' stato il mio spirito critico unitamente al mio senso pratico a suggerirmi che qualcosa che fanno tutti non necessariamente e' migliore di altre e che quello che facciamo dipende sempre e comunque dalle nostre scelte. Quando mi dicono che senza possedere un'automobile non si puo' vivere, mi vien da ridere.

Bene, a questo punto leggendo un po' qua e la' riviste e siti web ecologico-noglobbal-bolscevichi, ho scoperto che probabilmente non hanno tutti i torti ed il fatto stesso che certe forme di pensiero ed associazionismo vengano etichettate dai media di regime - perche' siamo in un regime - con termini che vengono resi volutamente spregiativi, dovrebbe far riflettere. Dovrebbe...

Quindi, diciamo che da 12 anni pratico quella che poi ho scoperto essere la "decrescita felice". E ne sono in effetti felice. Ma voglio andare oltre.

Da anni produco birra casalinga e questo mi ha aperto una nuova frontiera: l'autoproduzione. Circondato da personaggi che si spingono sempre piu' verso il piatto pronto perche "non ho tempo per cucinare", io voglio usare il mio tempo per fare da me le cose che riesco a fare. Lo trovo divertente, mi soddisfa oltre misura e mi regala un piacere che nessun oggetto acquistato potra' mai darmi, quindi perche' non costruirci intorno una vita tutta nuova?


Due anni fa io e mia moglie cominciamo a discutere di come/dove/quando e soprattutto se una cosa come trasferirsi in campagna fosse attuabile. Sulla motivazione, da parte di entrambi, non ci sono dubbi, ma entrero' nel dettaglio in un altro post.

Ora la prospettiva e' quella di rilevare la proprieta' della casa nella campagna friulana che fu dei genitori di mia moglie: una casa grande con quasi un ettaro di terreno attorno, su cui realizzare coltivazioni ed allevamenti di piccoli animali in maniera eterogenea sul modello della permacultura e spazi adibiti a laboratori per la realizzazione di prodotti alimentari, di falegnameria e oggettistica di uso comune.

Da principio avremo bisogno di lavorare entrambi all'esterno, ma l'obiettivo finale da raggiungere gradualmente e' quello di diventare autosufficienti, attraverso la vendita (possibilita' da verificare anche in funzione degli ostacoli burocratici) del surplus di produzione.

Un bel sogno? Una totale follia? Un "sarebbe bello, ma..."? No, si prende e si fa. Per non avere una vita fatta da giornate-fotocopia, persa in mezzo a gente spesso incazzosa , passata a lavorare senza mai avere la possibilita' di toccare quello che si e' prodotto, a mangiare e bere robaccia. Per non ritrovarsi - forse - un giorno in pensione e chiedersi: "... e adesso?".

Vogliamo invece una vita contadina, certamente fatta anche di fatiche e sconfitte, perche' per avere molto bisogna dare molto.

Ma siamo pronti.

2 commenti:

  1. Bella Zio ti sono vicino e speriamo che il vostro sogno diventi presto realtà...
    Dopo la nascita del pargolo se riesco inizio a farmi la birra all grain, con i tuoi consigli e con l'aiuto di Voppe...

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  2. bellate', a tua disposizione sia per fare la birra che per berla!

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