lunedì 12 ottobre 2009

Aspettando che la temperatura cali

Venerdi' e' arrivato il pacco di Mr. Malt, a cui avevo ordinato una piccola scorta di malto e soprattutto i lieviti.

Adesso e' solo questione di attendere che la temperatura di casa scenda a 20°C, onde procedere con la birrificazione della Cutie Trudie Rye IPA.

Dato che a partire dalla scorsa stagione brassicola ho avuto diversi problemi di fermentazioni dure a completarsi, avevo gia' da tempo nel mirino la questione dell'acqua, che e' naturalmente quella di rubinetto. Uno dei precetti di base dell'homebrewing consta nella regola generale per cui se l'acqua e' buona da bere, di solito va bene anche per fare la birra.

Questo vale ovviamente fino al momento in cui si verifichino problemi, come nel mio caso. Certo, ora potrei virare sull'acqua in bottiglia, magari scegliendone una con caratteristiche adatte addirittura alla tipologia di birra che intendo produrre. Ma non sia mai: l'acqua di Milano (almeno nella mia zona) e' buonissima e nella birra non mi ha mai dato luogo a difetti di gusto, quale l'amaro aggressivo o roba simile. Inoltre, salvo casi realmente disperati, considero l'acquisto di acqua in bottiglia una emerita fesseria per tutta una serie di motivi.

Come procedere, dunque? Beh, intanto ho acquistato sempre dai signori di cui sopra un bel pH-metro ed un flacone di acido lattico. Questo, per verificare ed eventualmente correggere eventuali problemi legati a pH troppo elevato del mosto. Non mi ero mai occupato della questione pH, considerata da molti basilare, tranne quando con il mio amico Marcio provavamo a fare le prime birre per il birrificio di Paolo Polli: allora lavoravamo acqua di rete demineralizzata con un filtro a osmosi inversa e riequilibrare il pH ci pareva il minimo.

Comunque l'eccessiva alcalinita' dell'acqua potrebbe essere la causa del problema. Vedremo poi se ci ho preso.

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