giovedì 1 ottobre 2009

Vendemmia!



Ecco che un'altra settimanella di ferie in Friuli e' gia' bella che fumata...

Con l'occasione di un concorso che mia moglie ha sostenuto, putroppo senza superarlo, ci siamo goduti un altro assaggio di tranquillita' campagnola, dal 20 al 27 settembre. Il rientro e' ogni volta peggiore, ma bisogna tener duro.

Invece non avrei mai sperato di trovare ancora l'occasione di spararmi una vendemmia, dato che pensavo fosse troppo tardi. E invece no: qualcuno aveva ancora qualche vigna da spogliare ed l'aspirante neo-contadino qui presente non s'e' fatto di certo pregare. La prima volta che vendemmiavo in vita mia.



Gia' al lunedi' mi trovo a passare la giornata recidendo sapientemente 'sti bei grappoloni grassi di uva Merlot che finiscono nel secchio e da li' nel carro, che portera' il tutto alla cantina. Tre giorni dopo tocca ad una vigna di deliziosa uva Refosco.

Cazzo, che meraviglia! Io un lavoro cosi' lo farei tutto l'anno, se si potesse. Te ne stai all'aria aperta, a pensare ai cazzi tuoi o a chiaccherare con i compagni di lavoro e intanto l'opera procede a ritmi sostenuti e alla fine la giornata e' passata al volo e resta la vigna nuda da una parte e il carro ricolmo dall'altra. Si', qualche bestiaccia ti ha levato un po' di sangue e cosi' impari che la prossima volta sara' meglio indossare braghe lunghe...



Curioso il fatto che il proprietario della vigna fosse d'umore cupo per via del fatto che la produzione fosse risultata piu' abbondante del previsto. Si', proprio cosi': se conferisci piu' di un tot, ti dan la multa! E stiamo parlando comunque di dimensioni piuttosto piccole.

In generale, parlando coi contadini, anche con chi ha un'azienda agricola con bestie da latte per esempio, salta fuori l'estrema ed incalzante difficolta' di far quadrare i bilanci. Da un lato un apparato legislativo e burocratico insostenibile per il piccolo, dall'altro il prezzo alla produzione che crolla sempre piu' ed in alcuni casi ha gia' falcidiato gli imprenditori piu' piccoli che si son trovati a non poter rientrare nemmeno delle spese.

Un sistema in crisi da piu' lati, quello dell'agricoltura "tradizionale", cioe' quella basata sul modello industriale: monocoltura, sfruttamento intensivo, impiego massiccio di sostanze di sintesi (fertilizzanti o fitofarmaci). Quello che leggo e che sento dai contadini non fa che rafforzare la mia convinzione che la strada di un modello agricolo (ma anche esistenziale) diverso sia da tentare con convinzione.

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