giovedì 24 dicembre 2009

In Friuli con PPP

Domani si parte! Si va a rintanarsi in Friuli con la moglie e un tot di libri da leggere. E fino all'epifania si mangia, si beve e si cazzeggia. Ale'!

All'uopo mi sono comprato tre bei libri di Pasolini, perche' della sua opera conosco poco o nulla e mi interessano molto i temi che gli stavano a cuore, tipo la critica alla societa' dei consumi, manco a dirlo.

Cosi' mi sono preso il saggio "Scritti corsari", appunto; poi "Ragazzi di vita", che gli valse un processo per oscenita' "nell'Italia conformista degli anni '50" ed infine "Petrolio" che alcuni identificano come il vero movente del terribile assassinio di cui fu vittima.

Poi, gia' che ci siamo, col nobile intento di muovere un po' il mio culone, si potrebbe prender spunto da tutto cio' e fare un salto a Casarsa per visitare i luoghi pasoliniani. Chesso', la loggia a San Giovanni dove affiggeva i manifesti politici e il luogo ove e' sepolto.

Portargli un fiore non sarebbe male, sarebbe anche un omaggio ideale a tutti coloro che sentono il dovere di denunciare quello che non va. Di questi tempi ce n'e' grande bisogno.

Beh, poi logicamente portero' con me anche il mio breviario della permacultura, mica no.

Augurken a tutti.

mercoledì 23 dicembre 2009

E' arrivata la Stille Nacht!

Come ogni anno, ecco stivata in cantina la mia cassa di Stille Nacht.

E' fondamentale per me avere la mia bella cassa annuale di Stille Nacht.

Ogni tanto leggo in giro di birre imperdibili, che costano un occhio e che per berle ti devi sparare magari centinaia di Km. Oramai fioccano come la neve di lunedi' scorso, non ci si sta piu' dietro. E poi magari le insegui sulla fiducia per poi rimaner deluso.

Ma chi ha bisogno di dare la caccia alle superbirre, quando c'e' la Stille Nacht?

Ammiro molto il birraio che la produce (Kris Herteleer di Esen, Belgio), perche' da quasi 30 anni produce birre della madonna e poche chiacchere. Le dimensioni della birreria non sono mutate nel frattempo. Il marketing si riduce alla sua stessa capacita' di illustratore, disegna lui stesso le etichette con queste grafiche quasi infantili che ne han fatto un segno di riconoscimento in tutto il mondo.

E poi quel fascino un po' sgrauso del modo di fare belga. Sembra quasi che facciano le cose a casaccio e poi ti tirano fuori delle birre eccezionali e di qualita' costante nel tempo. Visiti una birreria in Belgio e ti dici: "impossibile che la birra la facciano qui!". Proprio per sottolineare questa sorta di bizzarria, ho voluto fotografare una boccia di Stille con l'etichetta tutta storta. Secondo me rende l'idea.

Artigianato brassicolo e vena artistica, insomma.

E le birre? Prodotti eccellenti, sempre a posto e a prezzi onesti. Non c'e' una birra di Kris che non mi emozioni al berla. Tra le mie preferite, l'Arabier e la Dulle Teve.



Ma la Stille Nacht e' un altro pianeta. Dodici gradi e rotti da gustare soavemente. Questo e' il motivo per cui il Natale, in fondo in fondo, non mi sta completamente sul cazzo.

venerdì 11 dicembre 2009

Ricetta: Fabyola Blond

Un mio personale classico, che realizzo un par di volte l'anno. Ovviamente cambiando qualcosa tutte le volte che la faccio. :)

Trattasi di una belgian blond sul 6% di alcool in volume, secca e aromatica, con il luppolo in bella evidenza. L'obiettivo e' quello di combinare qualcosa di comparabile con un range di birre che a me piacciono un sacco: WV Blond, Bink Blond, la Witkap Stimulo di un po' di tempo fa e anche un po' la XX Bitter, dai.



Lo schema del grain-bill e' sempre lo stesso: 5 Kg di Pilsener, 0,5 Kg di fiocchi di un cereale a rotazione e 0,3 Kg di malto speciale un pelo caratterizzante. Il lievito e' tassativamente il mio amico T-58. I luppoli cambiano sempre di qualita', mentre le versate sono sempre a 90', 10', flameout e dry-hopping e le quantita' piu' o meno le stesse.

Ma ecco la ricetta.

Fabyola Blond

Ingredienti per 20 l a OG 1057 (~14 Plato)

Fermentabili:
  • 5 Kg di malto Pilsener
  • 0,5 Kg di fiocchi di avena
  • 0,3 Kg di malto Cara-red
Luppoli:
  • 25 g di Chinook in fiori (13% AA) a 90'
  • 14 g di Challenger in plug (7% AA) a 10'
  • 14 g di Challenger in plug (7% AA) e 30 g di Spalter Select in fiori (3,5% AA) al flameout
  • 14 g di Challenger in plug (7% AA) e 30 g di Spalter Select in fiori (3,5% AA) in dry-hopping per due settimane in maturazione, dopo il travaso
Lievito: Fermentis Safbrew T-58 secco in busta da 11g, direttamente nel fermentatore

Caratteristiche previste:
  • FG 1014
  • ABV 5,8%
  • IBU 50
  • SRM 6
Carbonazione con 4,5 g/l di zucchero di canna.

Problema risolto!

Parlavo qui del problema delle fermentazioni pigre, riscontrato da un anno e mezzo a questa parte, e della possbibile soluzione nella correzione del pH. Eccomi dunque a fare il punto della situazione.

Nella cotta precedente il pH dell'impasto all'ammostamento risultava 6 e rotti, corretto poi a 5.5 mediante aggiunta di acido lattico. E questa e' cosa buona e giusta a prescindere dal fatto che la manovra non abbia sortito alcun effetto in fase di fermentazione: la conversione e' risultata infatti piu' efficace del solito.

Disquisivo di questo problema con il mio publican di fiducia, Stefano della Pazzeria, il quale vanta una laurea in non so piu' quale corso di studi riguardante la chimica degli alimenti, e questi se ne esce con un rimedio che mi pare abbia buone probabilita' di essere risolutivo: desalinizzare l'acqua mediante una brocca filtrante.

Ecco che il giorno successivo mi muovo per acquistare questa cosa qua:


Quindi, il giorno prima della cotta, raccolgo un fermentatore pieno d'acqua filtrata, che gia' mi fa rilevare un pH di mezzo punto inferiore a quello dell'acqua che scende dal rubinetto.

E arriviamo a domenica scorsa. L'ammostamento avviene a tempo di record e la prova dello iodio fornisce un risultato limpido come non mai. Cominciamo bene.

Sorvolo su resto della lavorazione, dicendo solo che riesco addirittura a radunare la bellezza di 20 litri in fermentazione, al netto cioe' di hop-bags e fondazza. Un record, data la capacita' del mio sistema, dovuto ad un piccolo escamotage che magari spieghero' un'altra volta. Peraltro con una resa pazzesca (+5 punti di OG rispetto al preventivato), frutto certamente di un Pilsener bello croccante.

Mercoledi' vado a misurare la densita' relativa e scopro con piacere che l'attenuazione stavolta c'e' stata eccome!

Grazie Stefano!

giovedì 3 dicembre 2009

Copenhagen

Ieri sera ascoltavo la trasmissione "Esteri" su Radio Popolare riportare alcuni fatti riguardanti Copenhagen, sede della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Come si potra' immaginare, e' una roba pazzesca.

Anzi, no. Per la verita' io una cosa del genere manco me la potevo sognare.

Questi signori qua effettuano la raccolta differenziata dei rifiuti al 56%, coprono in bicicletta il 36% degli spostamenti oltre a prevedere (e promuovere) una crescita in tal senso fino al 40% nel 2012 e al 50% nel 2015, hanno fatto una legge per cui i nuovi edifici da costruire debbano essere obbligatoriamente passivi, il consumo di cibi biologici e' al 50% ma prevedono di arrivare al 90% entro poco e via cosi'. Questo e' quel poco che ho sentito, ma mi e' bastato.

E qui? Cosa stiamo facendo noi?

Un cazzo, come al solito. No, perche' se qualcuno fa qualcosa di buono in giro per il mondo, dimostrando come certe azioni non siano poi cosi' folli come noialtri scimmie siamo abituati a pensare e a ripeterci l'un l'altro come un mantra, noi siam qua a dire che si', beh, vaffanculo ecco. E via a sgommare col tiddisiai neuro6 per le vie del centro.

Noi qua siamo abituati a pensare (?) che "ambientalismo" ed "ecologia" siano parole brutte da attaccare addosso a chi, magari, vorrebbe vivere semplicemente in un contesto piu' piacevole e bello. Le varie lobby e potentati economici hanno provveduto ad una campagna di denigrazione sin dai primi, timidi tentativi di costituire identita' politiche con velleita' ambientalistiche, ben sapendo che un popolo di ignoranti e culi mosci sarebbe inorridito al sol pensiero di vedersi sfilare l'automobile da sotto le chiappe e doversi magari fare un paio di Km a piedi o in bici (orrore!).

Intanto Copenhagen e' una delle citta' piu' vivibili al mondo, mentre Milano fa cagare di molto, checche' ne dica la signora sindaco nei suoi depliant elettorali mandati a spese nostre. Ecco, mentre come tutti gli anni ritorna il tormentone dello sforamento dei limiti di inquinanti vari e di cosa fare di bello a riguardo - ecopass si', ecopass no - a Copenhagen fanno delle cose reali e semplici: prendono la bici e pedalano.

Ieri sera mi sono spostato in biga per andare al pub verso le 18:30, trovandomi in mezzo all'immaginabile delirio, ciascuno chiuso nel proprio abitacolo a sgomitare per un metro di strada sotto una cappa di gas tossico. Il solito, insomma.

Qua tutto prosegue come sempre, manco e' possibile convincere la vecchietta del piano di sotto che le vaschette di polistirolo non vanno nel recipiente della carta. Spesso mi trovo a parlare con persone che pensano io sia un alieno perche' non ho la macchina da 12 anni e mi sposto in bici o coi mezzi pubblici: siamo indietro mille anni e non abbiamo nessuna probabilita' di colmare nemmeno in minima parte questo vuoto.

Quindi mi domando cosa abbiamo di diverso dai danesi? Perche' non possiamo nemmeno ambire a vivere in posti che siano belli e godibili da tutti? Perche' siamo cosi' terribilmente idioti?