martedì 2 marzo 2010

Come si cambiano le cose in meglio

Quanto ci piace l'America. Ci e' sempre piaciuta e ne abbiamo copiato mode e tendenze: dalle brache al marketing, dai soft drink agli open space, dalla musica agli imbarazzanti gipponi per girare in citta', e molto altro.

Copiamo tutto dagli amici dall'altra parte del mondo, tranne quello che non ci fa comodo, naturalmente. In qualche citta' c'e' un sindaco che decide che il traffico privato ha oltrepassato il limite della ragionevolezza e mette in pista qualcosa di concreto per far si' che una citta' intera non muoia in balia dei culi mosci inscatolati? Sara' certamente un pazzo comunista neo-hippie un po' fumatello!

Macche': il miliardario conservatore Michael Bloomberg, sindaco del ridente borgo di New York City, ha deciso che e' ora di smettila, che cribbio!

Ecco, senza mezze misure, cosa riporta Repubblica.it sulla questione: "New York prepara una vera rivoluzione del traffico, che deve portare all'emarginazione dell'auto privata dalle sue strade".

Letto? Bene.

Facciamoci un pensiero. Da noi i miliardari conservatori sfasciano una nazione intera per favorire i propri affari e quelli dei loro lustracarpe, mentre di la' si fanno promotori di una cultura nuova, illuminata, probabilmente l'unica cultura che possa dare al genere umano una speranza di sopravvivenza dignitosa.

Da noi ci si fa il fegato marcio solo all'idea di rinunciare a mettere il culo sulla maghina per una cazzo di giornata. Che serva o meno la cagata delle domeniche a piedi non e' qui rilevante. Il succo e' che siamo dichiaratamente dipendenti da un macchinario che in realta' e' spesso inutile e dannoso. Siamo fermi alla preistoria culturale, alle clave per intenderci.

Ho letto dei commenti agli articoli di Repubblica Milano online sui blocchi domenicali da sganasciarsi. Addirittura c'e' chi sfodera un lessico da necrologio allo scopo di aggiungere pathos alle proprie assurdita', roba cosi': "la domenica e' l'unico giorno in cui posso far visita ai miei cari, che stanno a 10 Km di distanza". Psst... amico: PIGLIA SU LA BICI E PEDALA!

Ho visto una video inchiesta sullo sviluppo urbanistico di Roma, se cosi' si puo' dire. Insediamenti residenziali intorno alla citta', in mezzo al nulla. Solo una strada. Risultato: c'e' gente, tanta gente, che per andare al lavoro percorre in macchina 10 Km in due ore, lungo le arterie che portano verso il centro, che per la cronaca e' lo stesso tempo che ci si mette a piedi. In bicicletta ci si impiega circa mezz'ora.

Ora, anche il piu' ottuso degli ottusi dovrebbe domandarsi: che senso ha tutto questo? Spendere una barca di soldi per spostarsi come se si andasse a piedi? L'automobile per lavorare o lavorare per l'automobile?

Eppoi, guardate che girare in bicicletta non e' poi cosi' male: io lo faccio da tredici anni e ho cominciato proprio osservando l'assurdita' a livello economico - nel senso sia del tempo che dei quattrini veri e propri - dello spostarsi in macchina in una citta'.
E soprattutto non smetterei mai.

Ebbene, mai avrei potuto pensare che un giorno avrei invidiato chi vive a NYC, ma tant'e'.

3 commenti:

  1. Ah la bicicletta, il più moderno dei mezzi di trasporto. In passato la usavo spesso per muovermi a Roma, rischiando la pelle ma con la soddisfazione di andare all'università e altrove senza stressarmi tra traffico e servizio pubblico carente. Paradossalmente, la bicicletta è dinamicità, la maghina staticità (mentale, nel traffico, ecc.). Oggi però uso la macchina, quando non posso prendere gli autobus (cioè quasi sempre). E la bicicletta è un ricordo lontano.

    I miliardari americani non sono tanto diversi da quelli italiani, cercano il profitto, com'è normale che sia. Solo che lì sono molto più aperti di mente e vedono possibili ritorni economici da politiche innovative. Qui invece siamo sempre legati alle stesse identiche, provinciali, stantie meccaniche di arricchimento

    Ciao Harvey, a presto

    RispondiElimina
  2. Ciao Andrea!

    Certo, ciascuno ha le sue esigenze di spostamento e l'auto[im]mobile viene sempre proposta come la soluzione piu' flessibile e conveniente. E spesso sembra proprio che lo sia.

    Cerchiamo di essere chiari: io non sono un nemico del mezzo tout court. E' uno strumento come altri e puo' essere usato bene o male.

    Quello contro cui mi scaglio senza misericordia e' il modo in cui tale strumento viene usato. La motorizzazione di massa e', a mio avviso, una delle peggiori sventure che ci potessero capitare: quanta gente muore o rimane invalida per le strade ogni giorno?

    Quanta gente ha la propria vita stuprata notte e giorno dall'ingombrante presenza degli autoveicoli e dall'arroganza che spesso si sviluppa in chi li conduce?

    Infine, quali e quante conseguenze sociali ha uno stile di vita "in scatola"? Ad esempio molti non sono nemmeno piu' in grado di comprendere se una scelta e' quella giusta o no. E mi riferisco a chi perde 3 ore al giorno per percorrere 20 Km in coda e ci spende pure un sacco di soldi.

    Il pensiero unico basato sul postulato "produci, consuma, crepa" ci ha convinti che abbiamo bisogno della maghina.

    Ecco, io sostengo che non sia ne' vero, ne', a conti fatti, conveniente. E credo di poterlo fare con autorevolezza, dall'alto dei miei tredici anni senza auto.

    Quindi dico: provare per credere, perche' l'andazzo attuale non ha ne' un senso, ne' un futuro.

    A Roma tra i vari fermenti ;) so esserci anche un bel gruppo di ciclisti urbani piuttosto attivi. Sicuramente avrai sentito parlare di mastro Rotafixa, al secolo Paolo Bellino (http://www.movimentofisso.it/), uno dei miei numi ispiratori, che tra l'altro si candida per il consiglio regionale come indipendente nelle liste dei Verdi. (spero non abbia a pentirsene)

    RispondiElimina
  3. Sì conosco per averlo sentito citato in altri forum e blog di ciclisti romani. Purtroppo ci sono tante associazioni locali che si mettono i battoni tra le ruote (quasi letteralmente ;) ) invece di operare insieme verso un unico fine. Mi ricorda qualcosa... :P

    Mi chiedo come in così pochi decenni l'automobile sia riuscita a creare una simile aberrazione culturale.

    RispondiElimina