lunedì 17 maggio 2010

L'analisi funzionale della gallina (o l'Osservatore Friulano)



In questi giorni stiamo rileggendo "Introduzione alla permacultura" di Bill Mollison, cominciando a farci un'idea su come disegnare il nostro "insediamento umano sostenibile" e collezionando appunti su specie vegetali che potrebbero fare al caso nostro.

Il sistema, giunto a maturita', dovrebbe comprendere l'orto, il pollaio, uno stagno, pascolo per pecore e capre ed un bosco. Sull'ubicazione relativa di queste aree attualmente abbiamo pochi dubbi, semmai ci sara' da lavorare di cesello per definirne interzone ed eventuali compenetrazioni.

Anche la definizione delle zone ci appare abbastanza chiara: casa, serra, orto e pollaio (zona I); stagno e pascolo ovocaprini (zona II); bosco (zona III e IV). Magari quando ho un po' di tempo posso cominciare a postare un disegno ipotetico, cosi' da vedere anche come cambiera' nel tempo.

Perche' naturalmente, allo stadio attuale di studio su carta e cazzeggio speculativo (io e Fabiola ci divertiamo a immaginare come sara'), mancano i presupposti per stabilire se le nostre convinzioni attuali siano corrette o meno. Manca l'osservazione.

Certamente possediamo gia' alcuni elementi di valutazione che ci evitino di commettere errori macroscopicamente grossolani, come ad esempio l'orientamento del fabbricato, l'ubicazione delle sorgenti d'acqua ed un'idea di massima sul clima e sull'orografia della zona (30m s.l.m., piattone totale!). Oltretutto abbiamo cominciato da tempo ad allungare l'occhio sulle piante spontanee e sul bestiame selvatico.


Quello che ci manca, ad esempio, e' schiaffare su carta i settori di insolazione estiva ed invernale, nonche' la direzione dei venti prevalenti dato che e' zona abbastanza soggetta, temperature e tassi di umidita' medi. E poi tutto un gran lavoro di osservazione di fino: catalogazione delle specie vegetali e animali gia' presenti, natura del terreno e via cosi'.

Poi c'e' tutto il lavoro di documentazione sugli elementi che intendiamo inserire nel sistema e da qui la prima parte del sibillino titolo: la scelta e l'ubicazione di un elemento (pianta, animale o struttura) dipendono dalle caratteristiche dello stesso in relazione con gli altri.

Occorre valutare ciascun elemento come possa essere funzionale agli altri per cio' che consuma, produce o per la sua semplice presenza fisica (l'ombra di un albero, ad esempio). Le informazioni sono la chiave di volta della progettazione in permacultura e credo che investire in libri, oltre a procurarci da subito una connessione internet decente, sia un ottimo punto di partenza.

Messo cosi' ha tutta l'aria di essere un lavoro certosino, colossale, virtualmente infinito. Dovremmo forse sentirci spaventati e sopraffatti da una tale mole di attivita' da svolgere, peraltro senza l'ausilio di alcuna esperienza precedente.

Ma proprio partendo dalle parole di Mollison siamo convinti di provare a sfruttare la nostra ignoranza come una risorsa, anziche' viverla come un limite: non abbiamo preconcetti. E personalmente ho sempre amato affrontare le situazioni lavorative complesse, anche le matasse apparentemente impossibili da sbrogliare. Mi attizzano da matti.