sabato 31 luglio 2010

Prima settimana di vita in campagna

E' passata ormai la prima settimana qui nel Far East e, per quanto possa sembrare, la sensazione di stare in vacanza, che sarebbe anche preventivabile, non ci sfiora nemmeno.

Mi spiego: qui si sta alla grandissima e tutto, belli rilassati, tanto che dei miei momenti di soffocamento a Smogville non se ne vede gia' piu' traccia, ma il punto e' un altro. Viviamo - abbiamo iniziato cioe' da subito - con la piena consapevolezza che questa e' una vita tutta nuova, non una vacanza.

Ovvero, e' una sensazione incredibile sapere di non dovere piu' rispettare i ritmi e le condizioni dettate da qualcun altro e fare il proprio lavoro, la propria cosa che ha il senso preciso che stabiliamo noi per noi stessi.

Certo, questo comporta mettere pesantemente in discussione lo stile di vita che ci e' stato messo davanti agli occhi da quando siamo nati, ovvero il modello di vita consumistico. Lavoro d'ufficio , automobile e una miriade di cazzate da comprare. Produci, consuma, crepa, ci diceva crudamente L1nd0 F3rr3tt1 un tempo.

Tuttavia, io ho sempre avuto un po' questa tendenza, che evidentemente aveva solo bisogno di espandersi, di fiorire. Prova ne e' il fatto che con uno stipendio che molti trovano appena sufficiente per campare, sono riuscito negli anni passati, non solo a campare, ma a pagarci il mutuo, non farmi mancare nulla e persino a risparmiare.

Quindi il momento di rimboccarsi le maniche e' adesso, subito.

Da una settimana stiamo percio' mettendo sottosopra la casa per poi sistemare la nostra roba, che sta sparsa dappertutto. Abbiamo cominciato levando gli stipiti dalle porte della cucina e della sala, combinando un mezzo casino. In sostanza, forzando le zanche che fissavano gli stipiti della cucina, son venuti giu' i tocchi di malta. Una figata.

Adesso stiamo ricostruendo il muro, con l'intento poi di tirarlo liscio sui bordi e piazzarci una travetta in cima. In sala stessa cosa, ma di maggiore effetto, dato che l'apertura e' doppia in larghezza ed e' alta fino al soffitto.

Oggi poi sono particolarmente soddisfatto, perche' ho finito di tinteggiare sala e anticamera di rosa antico, con soffitti e profili di porte e finestre bianchi. Tre mani di bianco e due di rosa.

I lavori proseguono un po' a rilento per via degli strascichi di burocrazia che ancora dobbiamo smaltire: TARSU, conguagli utenze, roba cosi', e, dulcis in fundo, il rogito di questa casa fissato per martedi'.

Vai all'ufficio postale o a spedire un fazz o a comprarti un bel flessibile e ti si accorcia la giornata in modo pazzesco. C'e' da dire che qui il tempo non basta mai e le giornate pare che sian di sei ore, cazzo.

Per il resto, c'e' un clima in 'sti giorni che ci metterei la firma ad avercelo tutto l'anno: la notte fa addirittura fresco, tanto che si dorme con lenzuolo e copriletto.

Da una settimana stiamo in pratica magnando a sbafo. Lo zio A (questo e' uno zio vero, pero'!) ci ha portato una sporta di zucchine ed e' anche il fornitore dell'ottimo Merlot di cui ci abbeveriamo. La cugina F pomodori, peperoni, zucchine, cetrioli, peperoncini dolci e piccanti, una marea di sedano e un botto di prezzemolo. L'amica L pomodori, melanzane e uova. Una paccata di uova anche dall'amica C. Abbiamo poi le susine dell'albero in giardino.

Insomma, non oso immaginare quando cominceremo ad avere anche noi il nostro orto e le nostre bestiole...

Tra l'altro, credo di non aver mai assaggiato dei pomodori come questi dell'orto. Spaccano.

Tutto bene, quindi, qui nel Far East. Ah, quando riusciro' a recuperare la fotocamera - nel 2020, penso - comincero' a postare anche qualche bella foto, tipo della roba che marcisce nella compostiera.

venerdì 23 luglio 2010

Finalmente a casa

Bene, ci ho messo si' e no mezza giornata ad abituarmi al mio nuovo status di disoccupato.

Il giorno successivo gia' si correva contro il tempo per inscatolare roba e prepararla per l'indomani, allorche' partivamo con mio cognato, munito di camion da muratore, per effettuare il trasloco finale. Naturalmente venerdi' e sabato sono stati i giorni piu' caldi, ma ne siamo usciti vivi, in ogni caso.

La settimana poi e' trascorsa tra festeggiamenti e commiati con gli amici e l'impacchettamento delle ultime cose in giro, con la consapevolezza crescente che caricare tutta quella roba sulla vecchia Panda del babbo di Fabiola, piu' due gatti, sarebbe risultato l'ennesimo sbattimento micidiale.

E arriva la giornata di ieri. La peggiore che ricordi da sempre.

Dopo essere andati a dormire alla una, causa bisboccia con gli amici, mi sveglio alle 6 con una carogna addosso ch'era pazzesca, il cinese maldigerito ancora in circolo ed una sensazione di morte nell'anima.

Alle 9 mi presento per il rogito: ottimo, non sono piu' proprietario di un cazzo a Milano. Poi in banca e rientro a casa verso mezzodi', con Fabiola che ha finito le ultime cose da fare.

Carichiamo la Wanda del suocero all'inverosimile, spiego alla nuova proprietaria quello che c'e' da spiegare, bombiamo i gatti col sedativo e partiamo verso le due e dieci.

Guido per 350 Km in posizione un po' costretta, bestemmiando come un cosacco per via dei troppi camion, che' si rischia la pelle di continuo. Un po' di coda per un tamponamento tra mezzi pesanti a Vicenza: fortunatamente era appena successo e abbiamo perso giusto venti minuti fermi sotto al sole.

Eravamo un bel po' preoccupati per i gatti: Fripp boccheggiava e Trudy pareva morta. In realta' la troia era strafatta e ha dormito tutto il tempo.

Il tratto passante-Portogruaro fortunatamente era bello sgombro e si e' viaggiato a 120, velocizzando parecchio l'avvicinamento alla meta. Alle 18:30 varcavamo il cancello di casa (sic!) e liberavamo i mici, consegnandoli ad un nuovo mondo, parecchio diverso dai 44 m2 di Smogville.

Ora siamo qui, finalmente festosi, sereni e con un sacco di cose da fare. Ma con calma.

L'ultima palpata - la giornata infernale - finalmente alle spalle.

Da stamani sono residente a San Vito al Tagliamento.

Ecco, questo momento di grande gioia lo voglio dedicare a tutti gli amici che ci sono stati vicini e ci hanno supportato spiritualmente e materialmente nel conseguimento di questo risultato: vi voglio bene, ragazzi e pensare che non siamo piu' cosi vicini mi viene il magone.

Ma voi lo sapete: quando ci verrete a trovare sara' una doccia di pura gioia distillata.

martedì 13 luglio 2010

The Final Countdown

Dopodomani, giovedi' 15 luglio, ultimo giorno di lavoro. E questa e' gia' una data importante: 13 anni e mezzo in questa azienda ed un totale di 18 anni passati negli uffici a picchiar tasti di computer ti danno da pensare. Soprattutto quando hai deciso che non fa per te ed in fondo l'hai sempre saputo che la tua strada portava altrove.

Sin da quando cominciai a lavorare, infatti, coltivavo il sogno di mollare la vita da mezzemaniche e andarmene in campagna da qualche parte. Solo che non sapevo ne' dove, ne' come.

Infatti non rimpiango questi anni passati, un po' perche' comunque la passione per i computer mi ha portato esattamente dove volevo arrivare, in piu' la mia innata inclinazione per il risparmio mi permette adesso di avere risorse per realizzare quello che voglio. Ma soprattutto questo periodo mi ha permesso di conoscere persone, alcune delle quali assolutamente stupende.

Tanto per dire, nell'ambito lavorativo ho conosciuto mia moglie Fabiola, senza la quale tutto questo non sarebbe stato possibile.

Quindi grazie di tutto, mamma Eura: i momenti di scazzo son gia' dimenticati, resta il ricordo dei party^H^H^H^H^H fermi notturni, degli aperitivi, delle zingarate e di tutti i pazzi che sono passati per questi uffici.

Dedico questo mio piccolo momento di grande gioia all'amico Sebastiano "Sega" Pane, ça va sans dire. Ottimo Sega, sarai comunque tra noi, quando brinderemo dopodomani.

Poi, il giovedi' 22 c'e' il rogito e quindi il contestuale addio a Smogville.

Ecco, mollare questa citta' del cazzo invece non mi provoca alcun tipo di nostalgia. Non mi mancheranno i guerrieri della strada, il casino 24 ore su 24, questo caldo colloso che, complici l'asfalto e l'assenza di verde, non ti molla manco di notte. Non mi mancheranno i piani urbanistici demenziali, la caccia al centimetro libero da cementificare, il cibo di merda, la cassetta delle lettere invasa di spam e l'aria fetente, carica di polvere nera e appiccicosa.

Proprio stamani, mentre me ne venivo al lavoro in bicicletta come sempre, tre stronzi automuniti+uno in bici, nell'arco di 8 Km, hanno tenuto a rammentarmi come questa citta' non sia fatta per la gente normale che e' in grado di rispettare quattro regole del cazzo, ma per coatti arraffoni la cui unica legge di riferimento e' quella della jungla. Saranno loro infine, assieme agli scarafaggi, a contendersi il territorio. Beh, buon pro vi faccia.

C'e' di buono che niente e nessuno puo' turbare lo stato di grazia ed il senso di liberazione che provo in questo periodo. :)

Iz de fainal cauntdaun...


lunedì 5 luglio 2010

La furgonata pazza

Il pezzo piu' grosso del trasloco e' fatto.

Giovedi' sera, grazie al prezioso contributo degli amici Voppe, Asmodeo e Cicciolinux abbiamo riempito ben bene un Ducato preso a noleggio e, partiti alle 22:21, siamo giunti a casa in Friuli alle 1:51 senza complicazioni. Era da ottobre 2007 che non guidavo e l'ultima volta si e' trattato di una berlina 2000 cc, che ci ha portato in giro per la California durante il viaggio di nozze. Beh, devo dire che non me la sono cavata male.

La notte abbiamo riposato egregiamente, grazie ad un clima fresco che a Smogville ce lo si sogna, merce' l'ottimo asfalto che rilascia di notte il calore che incamera di giorno. L'indomani, dopo una ricca colazione, io e Fabiola abbiamo scaricato il furgone nel giro di un'ora e siamo ripartiti alle 12:30.

Il ritorno non e' stato rilassante quanto l'andata: sulla A4, per quanto il volume di traffico fosse nella norma, l'idiozia piu' pura dettava legge. In caso ce ne fosse stato bisogno, ho avuto un bel refresh sui motivi che mi hanno spinto, nel corso degli anni, a rinunciare prima all'automobile e successivamente anche alla moto.

Ma tant'e'. Siamo arrivati a Smogville prima delle 16 di venerdi', sfatti ma contenti e con ancora davanti l'intero fine settimana. Ottima cosa.