giovedì 18 novembre 2010

Aggiornamenti

Qua piove in continuazione, cazzo, e cio' mi blocca i lavori nel campo. I prossimi passi infatti prevedono la recinzione per la casa ed il pollaio, la realizzazione del secondo orto con pacciamatura a tappeto e la chiusura del passaggio carrabile in fondo al campo e conseguente messa a dimora delle piante per il boschetto.

A questo proposito, ho gia' individuato sei piccole querce nel giardino davanti a casa, che costituiranno il primo nucleo di piante a crescita lenta. A queste verranno affiancati due o tre castagni, qualche pioppo, un paio di pini domestici e poi altro che ancora non so. Questo bosco, oltre a fornire legna da ardere ed altri prodotti come castagne, pinoli e funghi, sara' terreno di coltura per altre piante produttive e non, che identifichero' man mano in base a principi di consociazione e di reciproco scambio di funzioni.

Nel frattempo pero', come dicevamo, piove. D'altronde nel mese di novembre ce lo si aspetta anche. Quindi si sistema un po' la casa e si fa birra.

Tre giorni fa ho realizzato la terza cotta friulana, la seconda della serie "Chappina", che gli amici conoscono per essere la mia golden ale dal grain bill semplice semplice, (Maris Otter ed un pochino di fiocchi, 11 plato e 1/2) che ha lo scopo didattico di evidenziare le caratteristiche dell'unico luppolo che viene abbondantemente utilizzato per aroma e finitura.

Come dicevo, dopo la Fabyola blond che e' li' che rifermenta in bottiglia, ho realizzato una golden ale col luppolo-glamour Nelson Sauvin, anche questa in rifermentazione, e l'ultima, attualmente in fermentazione, col Centennial, il cosiddetto super Cascade, protagonista di molte di quelle West Coast IPA che ancora porto nel cuore dal mio beer-hunt in California (sigh!).

Lunedi' probabimente ne faro' un'altra che chiameremo IRA - India Red Ale, prendendo spunto dal grande Randy Mosher, perche in essa voglio cercare di combinare ad una bella secchiata di luppolo (manco a dirlo) un profilo complesso di malto e - perche' no? - una colorazione accattivante. La ricetta e' comunque radicalmente :) diversa da quella di Mosher, ovvero partorita dalla mia mente malata:

IRA - India Red Ale

Ingredienti per 25 l a OG 1070 (~17 Plato)

Fermentabili:
  • 6,5 Kg di malto Pilsner
  • 1 Kg di fiocchi d'orzo
  • 330 g di malto Melanoidin
  • 230 g di malto Carared
  • 60 g di malto Black
Luppoli:
  • 40 g di Hallertauer Magnum in pellet (16% AA) a 75'
  • 20 g di Centennial in pellet (8,8% AA) a 10'
  • 20 g di Amarillo in pellet (8,5% AA) a 10'
  • 20 g di Centennial in pellet (8,8% AA) al flameout
  • 20 g di Amarillo in pellet (8,5% AA) al flameout
  • 20 g di Centennial in pellet (8,8% AA) in dry-hopping
  • 20 g di Amarillo in pellet (8,5% AA) in dry-hopping
  • 20 g di Nelson Sauvin (11% AA) in dry-hopping
 dry-hopping effettuato nelle due settimane di maturazione successive alla fermentazione primaria.

Lievito: Fermentis Safale US-05 secco in busta da 11g, starterizzato per 18 ore.

Caratteristiche previste:
  • FG 1014
  • ABV 7,4%
  • IBU 80
  • SRM 15
Carbonatazione con 5 g/l di zucchero di canna.

La scelta del Pilsner come malto base in luogo del pale mi proviene dalla predilizione a usare il Maris Otter in purezza o quasi, mentre in questo caso lo vedrei un po' sacrificato dai malti speciali. I fiocchi, poi, per me non stanno mai male, che' oltre ad avere meno roba da macinare (a mano, col Marga...), contribuiscono al corpo ed alla tenuta di schiuma. Qui, per la prima volta, ne pompo un Kg, invece del solito mezzo. Vedremo.

Le considerazioni che mi sovvengono dopo tre cotte col nuovo impianto ed in procinto della quarta sono diverse. Da un lato la soddisfazione di essere riuscito a non sbracare troppo: l'accoppiata OG/litraggio, bene o male, si centra con una certa facilita', segno di un rigore che francamente non mi conoscevo. :) 

E poi la resa, che in tutta onesta' non mi sono mai dannato l'anima a calcolare, a occhio pare molto soddisfacente (superiore al 75%), come dicevo, a dispetto della geometria del nuovo tino filtro (metodo Zapap) che fa cagare di molto. D'altronde, erano i recipienti di quelle dimensioni qualitativamente migliori che mi riuscisse di trovare nei dintorni e tant'e'.

L'unico aspetto che un po' mi mette in ansia e' l'ipertrofia della sezione pentola-fornello. Cazzo, con le cotte da 25, devo sbattere in pentola 33 litri di mosto, filtrando (quasi) alla morte. Poi l'ultima volta m'e' scappato un pelo il gas e, come per magia, me ne sono uscito con 20 invece di 25...

Poi, e' vero che tra poco comincio con le cotte da 40 litri e il problema dovrebbe automaticamente rientrare. E poi le bolliture da 90' in questo non aiutano, difatti nelle prossime cotte da 25, riduco a 75' e via. 

O se no faccio qualche birra forte e sfrutto la concentrazione. Percio', a presto con la Fabyola tripel. :)

2 commenti:

  1. Mi sa che devo tornare presto da voi, cari i miei zii...

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  2. Bravo, zio V! Quando vieni andiamo a fare un giro nel Collio dove mi ha portato SR. Sto scoprendo il vino buono, zio, sono rovinato!!! :)

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