| Inizio della fase di lavorazione |
Dopo l'esperienza fallimentare di ortobio ed acquisito il pieno controllo dei possedimenti terrieri, ci siamo cimentati nella preparazione della prima frazione di orto di produzione. Scimmiottando il modello permaculturale dell'aiuola a buco di serratura, tratto dal solito manuale di Bill Mollison, abbiamo tracciato due cerchi concentrici formando una corona circolare larga 3 m, per complessivi 55 m2 circa, considerando il sentiero. Le aiuole verranno tracciate a settori.
Questo, al di la' del rompere la monotonia delle forme convenzionali negli orti, serve a creare un punto di concentrazione per le attrezzature, evitando cosi' rosari di bestemmie mai udite prima per aver lasciato qualche cazzo d'attrezzo dalla parte opposta, oltre che ottimizzare l'irrigazione e le altre operazioni.
Ovviamente, dato che questo orto *deve* dare dei frutti piu' che presto, non ho potuto utlizzare tecniche che evitano la lavorazione del suolo, come la pacciamatura a tappeto, perche', se non vuoi lavorare tu devi lasciare alla natura il tempo di farlo per te. Successivamente, a fianco di questo, traccero' un orto gemello da trattare appunto con la pacciamatura a tappeto, perche' il suo utilizzo e' previsto per la prossima primavera.
| Aiuola lavorata |
Comunque, dopo aver suddiviso l'orto in otto aiuole rialzate, due delle quali divise a meta', ho seminato come segue e, dopo due settimane le piantine hanno cominciato a spuntare, a esclusione dell'aglio e dello scalogno che dormono ancora.
E chiudiamo con una bella immagine dell'orto come e' suddiviso:
E ora, un brindisi con un bel bicchierone di merlot!



E braaaavo il mio Harvey.
RispondiEliminaChe invidia!!!
RispondiEliminaGrande Harvey ... ti seguo con interesse.
RispondiEliminaFicken wir zusammen?