giovedì 16 dicembre 2010

Birra a stufo!

L'altro ieri mi e' arrivato il carico di birre che aspettavo: otto bei cartoni di birre belghe a lenire un po' la sete di birra buona che qui nel Far East, provincia dell'impero, si fa sentire alquanto. Purtroppo infatti la scelta di birre artigianali si riduce alle solite italiane  "luxury packaging" da non meno di 7,5 euro la 75cl (che sono un insulto al portafogli e sovente anche al palato), oppure qualche belga di medio rango venduta a prezzi scandalosi.

Tanto per comprendere meglio il livello, la bottiglieria locale annunciava in vetrina come "vasta scelta di birre artigianali" la bellezza di DIECI etichette. Tutto questo, mentre  un supermercato terminava una partita di Chouffe (che veniva via a 4,99 la 75cl, una boccata d'ossigeno), guardandosi bene dal riassortirla e magari affiancarle - chesso' - della Duvel, della Westmalle Tripel o qualche Chimay. 

Vabbe', cazzo, questo alla fine e' l'unico aspetto "negativo" dello stare qui. Ma pensare che c'e' chi si lamenta di Milano!

E comunque, come dicevo, si ovvia con un bell'ordine massiccio ai soliti noti e ovviamente con del homebrewing spinto. Che fa bene anche all'anima.

Tra le cose che mi sono arrivate, senza dilungarmi in pallosi elenchi da beer-geek che capiamo in quattro, una minzione particolare merita la formidabile Stille Nacht 2010, di cui avevo letto in giro qualche parere poco entusiasta (come ogni anno), ovviamente smentito al volo dall'assaggio dell'altra sera. Monumentale, a dispetto del lungo viaggio in mani a dir poco maldestre, parte con tutti i suoi pazzeschi profumi di frutta assortita, mentre al gusto si presenta con una doppietta acido/dolce di una gradevolezza unica. Complessa, ma fin troppo facile da bere, fresca, equilibrata, alcool non percettibile. Pericolosissima.

Ne tengo da parte cinque da invecchiare e ricomincio a collezionare la verticale a partire dal 2009. Grande Kris! Quest'anno se non sbaglio sono trent'anni di De Dolle Brouwers: non mollare, cazzo!

Ma veniamo al versante homebrewing. Ho realizzato un paio di settimane fa la prima cotta da 40 l senza colpo ferire: stessa sbatta del 25, minor perdita in proporzione, tanta soddisfazione nello riempire due fermentatori al posto di uno. Per l'occasione ho esordito con una Fabyola Blond (V versione) rivisitata: Styrian Goldings al posto del Tettnanger, zero dry-hopping e versata supplementare a 5', piu' una badilata di Styrian e Amarillo a fornello spento.
Per ora mi attesto su oltre 120 l di birra prodotta in due mesi (si comincia a ragionare), suddivisi in cinque cotte di cui quattro gia' in bottiglia e una gia' in consumo. Bei numeri, mi piacciono.  Per quanto riguarda la qualita', devo dire che dovrei proprio darmi le pacche sulle spalle da solo. Ci siamo: le birre con quest'acqua e l'impianto nuovo vengono bene, fermentano rapide e pulite e vaffanculo.

Adesso pensavo di fare una pils e poi, appena la temperatura risale un po' una stout bella secca, dopo si vede. Tutte da 40 l, of course! :)

5 commenti:

  1. la citazione bukowskiana del titolo non è da tutti... :-)

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  2. Non e' da tutti manco beccarla. Comunque c'e' un altro ovetto di pasqua lessicale, nascosto in giro per il post!

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  3. La minzione particolare?!? Cos'ho vinto???

    Avrò capito la metà delle cose che hai scritto... ma mi è venuta comunque una sete sahariana! Ho assoluto bisogno di un pub!

    Ora continuo a leggere il blog e... a farmi malissimo! :-|
    (già che ci sono) buon anno,
    M.

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  4. Ue', Skizzo! :) Hai vinto una birra (mia), ma devi venire qui a ritirarla.

    Il blog langue un po', ma ora come ora non e' che stia facendo cose che possa essere interessante raccontare, tipo disboscamento e pulizia delle canne di bamboo... Ma a primavera ci sara' da divertirsi.

    Per il pub, esci dall'ufficio e vai verso piazza 5 giornate. Davanti alla rotonda della Besana trovi l'Hop. Fatti un paio di Montestella alla mia salute!

    Buon anno!

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  5. "Minzione" fa ormai parte del tuo slang, zio!

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