martedì 8 febbraio 2011

L'impianto del frutteto

Un altro bel lavorone impegnativo e' stato ultimato in un batter di ciglia. Piu' o meno.

Difatti, prima che la primavera riportasse le nostre amiche piante in fase vegetativa, avevamo da acquistare e mettere a dimora gli alberi da frutto. La scelta non poteva che andare sulle varieta' antiche e possibilmente rustiche, scelta che consideravamo basilare per ottenere un frutteto a bassa manutenzione.

Cio', nei nostri piani, si traduce in minor lavoro e minori costi, perche' le piante sono date per piu' resistenti alle malattie ed ai parassiti.

Non avendo molto tempo per ricercare localmente vivai specializzati in piante antiche, dato che qua la comunicazione via internet non e' molto avanzata, abbiamo contattato un vivaio della provincia fiorentina che, dopo averci suggerito per ciascun frutto le cultivar piu' adeguate per la nostra zona climatica, ci ha spedito le piante via corriere in breve tempo. 

Per la cronaca, il riferimento e' stato recuperato sulla rivista "Vita in campagna", alla quale mi sono abbonato tre anni or sono, grazie al suggerimento dello zio Norman, che  non finiro' mai di ringraziare. 

I frutti acqistati sono stati i seguenti: 
  • melo: Zeuca, Renetta grigia;
  • pero: Butirra, Madernassa;
  • pesco: Regina di Londa, Platicarpa gialla;
  • albicocco: Reale, Pisana (unica varieta' moderna);
  • susino: Claudina, Coscia di monaca;
  • ciliegio: Bigarreau moreau, Cornetta;
  • fico: Dottato;
  • kaki: Tipo.
Per la messa a dimora delle piante a radice nuda ho provveduto a scavare le buche di almeno 50 cm3, anche se e' consigliato almeno di 70 cm3, se non addirittura la buca professionale di 1 m3. 
    Sullo sfondo si puo' notare il nuovo orto ottagonale a cassone per la pacciamatura a tappeto, sul quale mi soffermero' piu' avanti, quando avro' deciso come procedere. (si', ci sono cazzi, ma perche' sono un megalomane io)

    La terra scavata e' stata poi sminuzzata per permettere alle radici uno sviluppo piu' agevole.

    Non ho invece ritenuto necessario formare uno strato drenante, ne' di concimare, dato che il terreno si presentava ghiaioso sul fondo della buca e scuro e popolato di numerosi lombrichi negli strati piu' superficiali. Oh, se ho fatto una cazzata almeno avro' imparato qualcosa. Se invece funziona e' grasso che cola.

    Ecco infine una delle piante finalmente messa a dimora, col suo bel tutore di bamboo. Teoricamente, se tutto va bene, tra un paio d'anni dovrebbero cominciare a fruttificare.

    C'e' da dire che con qualcosa come 25 piante da frutto, sempre che attecchiscano tutte quelle nuove e ricollocate, dovremmo essere a posto per un po' e avere risorse anche per una eventuale futura attivita' di vendita.

    E adesso sotto a chi tocca! (ortaggi, viti, luppolo, pollaio, ...)

    4 commenti:

    1. Zio Harvey, tra le cose da seminare hai dimenticato l'orzo cazzo!!! una tale dimenticanza non è da te :-)))

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    2. Ci avevo gia' pensato, zio. Dammi tempo... :)

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    3. si' lo so, zio. mo' ordino i rizomi. :)

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