mercoledì 7 dicembre 2011

Tu âs cjatât chel dal formadi!

Ops! Ieri era luglio e domani sara' natale... Tante cose, in questi mesi. Vediamo di riassumere un po'.

L'orto, nonostante il voluto approccio naïf, ovvero un po' alla cazzo e senza praticamente alcun trattamento, ha prodotto in abbondanza per tutta l'estate. Molto bene i peperoni, i peperoncini piccanti, i pomodori, le patate, le cipolle, i porri, l'aglio, lo scalogno, i ravanelli, le biete da costa, le aromatiche, le zucche e gli spinaci. 

Abbastanza bene i fagiolini, i piselli, le insalate e le zucchine. Un disastro i fagioli, le melanzane, i meloni, i cocomeri e il luppolo. Insomma, considerato tutto non ci si puo' lamentare. Anche perche' i maggiori problemi sono stati cagionati da malattie fungine, che teoricamente dovrei poter contrastare attraverso l'utilizzo di prodotti fitosanitari ammessi in agricoltura biologica, come lo zolfo bagnabile e il solfato di rame (e/o poltiglia bordolese). 

Difatti sono malattie come oidio e peronospora, assieme alle cimici, le principali cause di danneggiamento delle colture in cui mi sono imbattuto quest'anno. L'approccio di cui sopra e' stato voluto ed e' risultato utile per farsi un'idea precisa della situazione, evitando di partire in quarta spruzzando roba di qua e di la' senza criterio. Per alcune colture, poi, ho completamente sbagliato i tempi.

Mi soffermo in dettaglio sul luppolo, vera spina nel cuore, dati i costi d'acquisto della materia prima e l'uso importante in cui indugio, quando faccio birra. Partito alla grande, con notevole vigoria, in agosto e' stato colpito da peronospora sulle foglie e sulle infiorescenze di tutte le varieta' (Mittelfrüh, Hersbrucker, Magnum, Fuggle, Challenger, Columbus e Cascade), ma con intensita' differente. Molto male in questo le varieta' americane. Bene, l'anno prossimo mi premurero' con il solfato di rame, nello stesso modo in cui si procede con la vite.

L'estate in generale e' comunque trascorsa piacevolmente, in compagnia dei tanti amici che non mancano mai di farci visita.

Con l'arrivo dell'autunno, sono tornato a fare birra a manetta e per ora ho in consumo una harvest IPA, fatta con il poco luppolo coltivato che sono riuscito a salvare. Devo dire che, nonostante la fermentazione non proprio vivace e l'intensita' olfattiva inferiore alle aspettative, la birra si lascia bere piacevolmente.

Quasi terminata e' la rifermentazione in bottiglia (e fustino) della Fabyola Blond, della quale ho dry-hoppato pazzamente mezza cotta, i 20 litri da mescere alla festa di compleanno della mia amata 3/4. Infine, aspettando di schiaffare e dimenticare in cantina i 35 litri di "Brovade da bevi - La bire da muset", settimana prossima si va per una bella pale ale col Columbus. 

Fondamentale e' strutturare una produzione che copra totalmente il fabbisogno, dato che, se ti piace bere birra di un certo livello, o disponi di una situazione economica all'altezza oppure la birra te la devi fare da solo. Anche qui infatti, la gioia di trovare in un pub la birra "x" alla spina viene subito azzoppata dai 6 euro a pinta. 

Per non parlare del prodotto in bottiglia, che non ha nemmeno servizio, refrigerazione e, fondamentale, la possibilita' di contestare all'istante eventuali pecche. In un supermercato di qui, per dire, fa bella mostra una selezione di birre di qualita', alcune belghe e altre italiche. Se un classicone belga da comprare ad occhi chiusi ti viene via per un prezzo decente (5 neuri la 75 cl, diciamo), sei differenti birre  artigianali italiane, di due noti microbirrifici, tutte tra i 12 e i 16 plato, rivaleggiano in costo col Ramandolo, due scaffali piu' in la'.

Ora, in tutta sincerita' pure un fanatico della birra come me, ma con un briciolo d'amor proprio, non avra' dubbi: scelgo il Ramandolo constatando che con una boccia in due ci tiri la serata, colla birra ci tiri quanto? Un quarto d'ora? 

E quando leggi negli e-commerce dei birrifici, in calce ad una lista di bottiglie da  10 euro l'una, l'invito a "bere responsabilmente"? Dai, troppo ridere!

Ma veniamo ad una bella novita' che da tempo giaceva nel mondo delle idee ed e' finalmente divenuta realta': il formaggio fatto in casa! Ingredienti: un distributore di latte crudo che il venerdi' fa meta' prezzo, un giovane e grande casaro prodigo di consigli e, tutto sommato, pochissimo sbattimento.

Una bella collezione di immagini, dopo tante parole.

4 litri di latte in pentola

Riscaldamento a 37°C

Aggiunta del caglio e dell'innesto

Raccolta nella fascella della cagliata rotta in tocchi

Stufatura e scolatura del siero

A sx, la forma da stagionare. A dx, quella stagionata 30 gg

Assaggio

Accompagnamento con un'ottima Dulle Trudy!

Naturalmente, il primo esemplare fa abbastanza cagare: pur di buon sapore, ha consistenza dura, quasi gessosa e la superfice crepata e' indice che qualcosa non e' stata fatta a dovere. E qui il buon  casaro mi ha subito indicato come effettuare a regola d'arte il lattoinnesto.

Ora abbiamo una formaggella quasi a puntino e una appena fatta. Pian piano ci faremo le ossa, anche se come succede per gli homebrewer in erba avremmo voglia di fare cose incredibili gia' da subito. Le mozzarelle, gli erborinati... Ma cazzo, ci vuole pazienza, studio e pratica!

Intanto oggi Fabiola dovrebbe venire a casa con un tot di pancetta di maiale appena macellata  e sale per fare la pancetta  steccata. Zio V, sei pronto alla sfida della pancetta steccata a colazione? :)

Adesso vi saluto, che ci ho da fare...

5 commenti:

  1. Zio sei un Dio.
    Vabbè, dopo la colazione con i ciccioli e il capocollo, cosa vuoi che sia tutto il resto? Ho già fame :-)

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  2. Grande Zio come stai?
    Il Celoria mi ha detto che viene su per Capodanno, ti abbraccerà e berrà per me, ormai è il mio AVATAR birraio :-)
    Ti porterà una sorpresa.
    Ci sentiamo
    Un abbraccio alla Zia

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  3. Mi dispiace per il Luppolo :-(
    Bella storia quella del formaggio, vedrai che ne usciranno di ottimi, non ne dubito
    Sulla birra ti consiglio, sempre se ne hai voglia di fare un salto alla IperCoop di Pordenone che dovrebbe (il condizionale è d'olbbligo)la gamma BIA del Ducato che porti via a 2 € per bottiglia da 33, tutte buone sopratutto la Oatmeal Stout
    ciao

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  4. Riscrivo la mia risposta in un post più recente!
    Ecco un tuo gemello!!

    http://networkedblogs.com/v6i7P

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  5. Il Ramandolo sarà un pò come il mio Montepulciano, certo niente in confronto con la Fabyola Blond. In tempi di magra magari ci si può anche accontentare, magari con dei Troccoli al sugo di polpette
    http://giovanninews.com/troccoli-sugo-polpette
    Ma è questo il tempo degli asparagi, magari accompagnati da un buon bicchiere di passerina, aspro quanto basta per sciacquare la bocca e ricominciare con gli asparagi.
    Un saluto da chi vi pensa.

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